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Il
declino del tono psichico è caratterizzato da profonda
tristezza, forte
irritabilità, perdita
di interesse e stanchezza
costante. A lungo considerata un problema squisitamente
femminile, la depressione è presente in quasi il 90%
dei disturbi erettili…
Cambiamenti
improvvisi di umore, incapacità di concentrarsi, rallentamento
psicomotorio… sono altrettanti sintomi della malattia. Più
grave della semplice malinconia, la
depressione non è uno stato transitorio e richiede un
trattamento medico e/o un psicologico. Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità, la depressione riguarda quasi una donna su
cinque e quasi un uomo su dieci. Eredità del machismo
o semplice caratteristica maschile, fatto sta che gli uomini
fanno più fatica a parlare dei loro problemi psicologici, perciò
la malattia viene spesso diagnosticata solo quando compaiono
sintomi violenti - per esempio un tentativo di suicidio. Oltre ai
segni abituali, la depressione si accompagna ai disturbi erettili
in circa il 90% delle
depressioni gravi e nel 54%
di quelle moderate, ma l’intricazione di questi due fenomeni non
è a senso unico, tanto che si parla di associazione
dinamica. Da un lato, la depressione può provocare
disturbi dell’erezione, che rappresentano allora una conseguenza
della perdita di interesse sessuale o dell’alterazione del
rapporto di coppia; dall’altro, i disturbi erettili possono dare
inizio a un episodio depressivo. Infine, i
disturbi erettili possono essere provocati dal trattamento
antidepressivo. Disfunzioni erettili sono state riportate per
la maggior parte dei prodotti disponibili.
Non
è raro che i pazienti preferiscano abbandonare la cura che
giudicano responsabile delle loro difficoltà sessuali; tuttavia,
non trattata la depressione può avere conseguenze drammatiche.
Come si esce dal cerchio infernale? Il primo passo consiste senza
dubbio nel parlare al proprio medico degli effetti indesiderabili
riscontrati nella cura. Interrompere il trattamento è la
decisione peggiore e senza dubbio la più pericolosa.
L’alterazione della qualità di vita, le conseguenze
psicoaffettive all’interno della coppia e la sofferenza degli
uomini vittime della disfunzione erettile devono aiutarli a
rompere il tabù e a cercare un aiuto qualificato. Vincere
le reticenze è il primo passo verso la soluzione. Parlandone
con il paziente, il medico potrà valutare l’insorgere dei
problemi erettili in rapporto al manifestarsi della depressione e
al trattamento antidepressivo, e considerarne gli effetti sulla
sua qualità di vita globale. Meglio informato, il paziente si
vedrà proporre delle nuove
soluzioni terapeutiche quali la variazione della terapia
antidepressiva e/o un trattamento specifico della disfunzione
erettile.
Un
recente studio si è particolarmente interessato al trattamento
dei disturbi erettili negli uomini che soffrono di depressione
lieve o moderata. I ricercatori americani hanno seguito per 12
settimane 152 uomini depressi con disturbi erettili da almeno 6
mesi. Alcuni di loro hanno assunto per il periodo dello studio
delle compresse di Viagra®, mentre altri hanno assunto un
placebo. Risultato: 48 dei 66 pazienti trattati hanno constatato
un miglioramento della loro vita sessuale, contro solo 10 sui 60
trattati con il placebo. Il 76%
dei pazienti rispondenti al trattamento farmacologico ha
constatato un miglioramento dei sintomi depressivi e della qualità
di vita. Malgrado questi risultati incoraggianti, i ricercatori
precisano però che il sildenafil non può essere impiegato come
trattamento elettivo della depressione. Tuttavia, i medici non
possono più chiudere gli occhi sui problemi
sessuali, che sono quasi
sempre tra i primi sintomi della depressione.
La
depressione predispone alla mancanza di piacere in tutti gli
ambiti della vita,
quindi non bisogna stupirsi se nei momenti difficili compaiono i
problemi sessuali. Che si tratti di mancanza di desiderio, di
disfunzione erettile o di eiaculazione precoce nell’uomo, o di
difficoltà di eccitazione o di accesso all’orgasmo nella donna,
bisogna sapere che questo tipo di problemi riguarda circa il
40-50% dei pazienti depressi (Journal
of Clinical Psychiatry).
Lo studio non precisa se lo stato psichico del paziente è in
causa o se il disturbo sessuale è conseguenza delle difficoltà
incontrate dalla persona depressa, o ancora se il problema
sessuale esisteva prima della depressione; tuttavia, la maggior
parte delle persone depresse viene trattata farmacologicamente con
gli antidepressivi. Tra i
loro effetti secondari: i
disturbi sessuali…
Molto
spesso i disturbi sessuali continuano a essere presenti anche se
il trattamento farmacologico fa scomparire gli altri sintomi della
depressione, consentendo al paziente di ristabilirsi. Ad alcuni
soggetti, l’assunzione di antidepressivi farà comparire
difficoltà sessuali precedentemente inesistenti. Uno studio (Journal
of Sex and Marital Therapy) ha dimostrato che per un 14% di
pazienti che affronta spontaneamente la comparsa o la persistenza
dei disturbi sessuali con il proprio medico, il 58% non sopporta
che il medico glielo chieda direttamente. In un’altra indagine (Journal
of Clinical Psychiatry)
il 51% dei soggetti trattati con antidepressivi si sentiva meglio,
ma solo l’1% aveva constatato un aumento dell’interesse
sessuale durante la cura. Anche se la maggior parte degli
antidepressivi può agire negativamente sulla funzione sessuale, i
loro effetti sono diversi.
Alcuni diminuiscono il desiderio, altri l’eccitazione, altri
ancora l’orgasmo; alcuni
antidepressivi vengono infatti
impiegati per il trattamento dell’eiaculazione precoce.
Qualunque
sia il vostro caso, non aspettate a parlarne con il vostro medico.
La sessualità è e resta un centro di interesse importante per
tutte le persone depresse, come ha dimostrato uno studio apposito
(Journal of
Clinical Psychiatry): il 75%
dei soggetti depressi o con un passato di depressione giudica
importante o molto importante avere una vita sessuale
soddisfacente. Una cosa è certa: non bisogna mai interrompere la
cura alla leggera. Il
medico ha molte opzioni disponibili, ricordando anche che
talvolta l’effetto secondario scompare spontaneamente nel giro
di qualche mese: può diminuire la dose del farmaco alla sua
efficacia minima, dato che gli effetti secondari dipendono dal
dosaggio; può cambiare la classe terapeutica degli
antidepressivi, può aprire le cosiddette finestre
terapeutiche, cioè sospendere il trattamento, per esempio
durante il fine settimana; può prescrivere gli induttori di
erezione per controllare l’effetto secondario degli
antidepressivi. E’ importante ricordare che i disturbi sessuali
dovuti ai farmaci sono reversibili
all’arresto della cura.
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