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Secondo
un’indagine Pfizer, la disfunzione erettile non è un problema
solo dei senior. Due
uomini con meno di quarant’anni su cinque ci hanno già fatto i
conti. Angoscia, stress, paura di non essere all’altezza… Ma
chi sono questi giovani uomini, e cosa si può fare per loro?
Evoluzione
dei costumi e libertà di parola hanno senza dubbio contribuito a
cancellare il segreto dai discorsi sul sesso, appannaggio
soprattutto delle giovani generazioni. Tuttavia, come dimostra
l’indagine Pfizer, l’impotenza non risparmia nessuno… In un
contesto di culto della performance,
è difficile pensare che i giovani possano confessare un deficit
sessuale, eppure una recente ricerca sembra dimostrare che anche
loro sono pronti a riconoscere le proprie debolezze. Condotta su
1000 uomini di età compresa tra 25 e 40 anni, l’indagine Pfizer
rivela l’ampiezza inattesa della défaillance
in questa fascia d’età, un fenomeno che riguarderebbe due
uomini su cinque. Più precisamente, il 39% degli uomini nella
fascia di età considerata si è già scontrato con il problema.
La proporzione è identica a quella della popolazione generale,
indipendentemente dall’età. Più in dettaglio, il 26%
del campione ha avuto défaillance
occasionali, al 12% è
successo una sola volta. In quest’ultimo caso, la défaillance
non è una patologia, ma la reazione a un momento della vita, o un
sintomo della situazione di coppia in un periodo della sua
evoluzione. Sempre secondo l’inchiesta, chi ha avuto problemi un’unica
volta risponde al ritratto di un giovane padre di famiglia di
provincia, con due figli, che mette la famiglia e la coppia in
cima ai suoi obiettivi. Questi uomini giudicano soddisfacente la
propria sessualità, abitano in piccole città e sono meno
soggetti a periodi di stress o depressione; il ritratto-tipo del
giovane uomo che ha invece avuto problemi erettili più
di una volta corrisponde a un maschio urbano, che vive in
coppia e non ha figli. Non è molto soddisfatto della propria
sessualità, è più soggetto a stress, angoscia e depressione, e
spesso è timido.
La
maggior parte dei giovani uomini tende a sdrammatizzare la défaillance
presentandola come un fenomeno banale. Le ragioni evocate sono
essenzialmente di ordine psicologico: stress, preoccupazioni
finanziarie e professionali. Inoltre, il 22% degli uomini che ha
avuto problemi erettili una sola volta attribuisce la défaillance
all’abuso di sostanze, alcol, sigarette, droga o farmaci. I
risultati dell’inchiesta mostrano che alcuni uomini del campione
vivono il loro problema come un
vero dolore psicologico: il 20% ammette di aver sofferto, un
altro 20% si aspetta che succeda ancora. Questi timori sono spesso
all’origine di futuri disturbi, come mostra il disegno:
Principali
meccanismi maschili del circolo vizioso dei disturbi erettili:

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