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Prima
di affrontare questa patologia dal punto di vista diagnostico e
terapeutico, è bene avere una conoscenza del meccanismo
dell’erezione. L'erezione" è il risultato finale di una
complessa serie di meccanismi psicologici e fisici. Il desiderio
sessuale, che è il cardine di tutto, determina un arrivo
massiccio di sangue all'interno del pene che, gradualmente,
aumenta di dimensioni fino a raggiungere uno stato di rigidità.
Tutto ciò è il risultato della collaborazione di fattori
"psicologici", "ormonali ", "nervosi
" e "vascolari". Il
pene è formato essenzialmente da tre cilindri, uno inferiore
attraverso cui passa il canale che porta l'urina (uretra) e due
superiori, appaiati uno accanto all'altro, detti corpi
cavernosi. I corpi cavernosi sono fondamentali per
l'erezione. Hanno una struttura che ricorda molto una spugna e
sono in grado di accogliere il sangue, affluito attraverso le
arterie, fino a quando lo permette la dilatazione di una guaina
fibrosa che li avvolge. Durante la fase di flaccidità, le
trabecole che costituiscono l'intelaiatura della spugna sono
contratte, riducendo così l'ampiezza delle cavità. Ciò permette
il passaggio di una quantità minima di sangue, giusto il
necessario per le richieste metaboliche basali.

Al
momento dell'erezione, le trabecole si rilassano e le arterie
peniene si dilatano. Una grande quantità di sangue affluisce
nelle caverne dei corpi cavernosi: il pene aumenta le proprie
dimensioni fino a raggiungere lo stato di rigidità. A questo
punto, il sangue viene
come intrappolato all'interno dei corpi cavernosi, permettendo
di mantenere la rigidità per tutta la durata del rapporto
sessuale. Al momento opportuno, i meccanismi che hanno determinato
l'erezione vengono a cessare: il sangue si allontana velocemente
dei corpi cavernosi e il pene ritorna allo stato di flaccidità.
Si comprende bene, quindi, che alla base dell'erezione sta un
complesso gioco di cofattori, il cui risultato finale è l'arrivo
massivo (è allora che inizia l'erezione) e successivamente lo
stoccaggio di sangue all'interno dei corpi cavernosi (per
mantenere una erezione duratura).
Per
impotenza, o più correttamente per deficit erettivo, si intende l'incapacità,
costante o anche
solamente saltuaria, di
ottenere o mantenere una erezione di rigidità adeguata, per
un rapporto sessuale soddisfacente. Pertanto tale situazione
comprende un ampio spettro di quadri clinici che vanno da deficit
erettivi modesti o saltuari sino alla completa e costante assenza
di erezione. In passato questa situazione veniva vissuta con
grande ansia e spesso vi erano grosse difficoltà nel prendere
piena coscienza del problema e nel cercare di risolverlo.
L'incapacità di avere rapporti soddisfacenti viene ancora oggi
vissuta come una specie di difetto vergognoso da celare non solo
agli amici più fidati, ma anche al medico. Riesce difficile
vivere questa situazione come una "malattia" qualsiasi,
da affrontare e curare come facciamo normalmente. Ciò è
sbagliato, perché, grazie ai recenti ritrovati terapeutici, si
possono ottenere notevoli successi nel trattamento della
disfunzione rettile, restituendo all'individuo una soddisfacente
vita sessuale, fiducia e autostima.
La
diffusione del problema
Dai
dati a nostra disposizione risulta che il problema è piuttosto
diffuso, interessando circa 3 milioni di individui in Italia, cioè
il 10-12% della
popolazione tra i 18 e i 65 anni, senza distinzione di censo o
di professione. È una cifra sorprendentemente alta. Nel mondo
sono circa 55 milioni i maschi affetti: il 10% della popolazione
con età superiore a 21 anni; il 20% della popolazione con età
attorno ai 40 anni, il 25% della popolazione con età attorno ai
65 anni. È verosimile ritenere che le cifre siano addirittura più
alte. La sottostima è imputabile alle difficoltà che i pazienti
con deficit erettivo incontrano tuttora nel manifestare i loro
problemi sessuali al medico. D'altra parte gli stessi pazienti si
devono rendere conto che solo avendo confidenza e fiducia nel
medico curante e successivamente nello specialista, si può
giungere alla individuazione della causa del problema e alla sua
risoluzione. E' per questo che il paziente deve vincere il proprio
imbarazzo e fornire al medico tutte le informazioni necessarie per
il corretto inquadramento della patologia. Benché il disturbo
colpisca il maschio, è indubbio che la partner ne viene
pesantemente e costantemente coinvolta. La compagna è il primo
estraneo che si accorge che c'è qualcosa che non va. A volte
resta una spettatrice, più spesso partecipa attivamente, in senso
positivo o negativo, alla nuova situazione di coppia, assumendo il
ruolo di alleata o, al contrario, di giudice severo. Comunque,
come si può ben immaginare, la comprensione e la disponibilità
della partner sono di fondamentale importanza per fornire il
supporto psicologico, indispensabile alla soluzione del problema
"impotenza".
probabilità
di impotenza
completa o moderata
nel Massachusetts Male Ageing Survey

.: Le
cause della disfunzione erettile
Le
cause possono essere psicologiche e/o organiche. In realtà, nella
maggior parte dei casi, si tratta di situazioni miste in quanto
molto spesso il fattore psicologico si instaura in seguito ad un
disturbo sessuale di natura organica. Le cause
psicogene sono più spesso presenti nei soggetti giovani e
sono imputabili soprattutto a disturbi affettivi o di tipo
ansioso. Esse includono la paura di non essere in grado di fornire
una prestazione sessuale soddisfacente (la cosiddetta "ansia
da prestazione"), una preoccupazione eccessiva di soddisfare
la compagna, il timore di essere rifiutati dalla partner o di
avere un fallimento a causa di un passato episodio di difficoltà
erettiva. I soggetti della media o della terza
età, invece, presentano più frequentemente una disfunzione
erettile di natura fisica o, come viene propriamente definita,
"organica". Il deficit, in questo caso, può essere
dovuto a lesioni proprie del pene o agli effetti indesiderati di
una terapia, oppure può accompagnarsi ad una malattia
internistica. Tra queste ultime ricordiamo gli stati di carenza
ormonale, l'aterosclerosi, le vasculopatie periferiche, il diabete
mellito, l'ipertensione arteriosa, le dislipidemie,
l'insufficienza renale cronica. Una alterazione della potenza
erettiva, inoltre, può manifestarsi come complicanza di
interventi chirurgici particolarmente impegnativi a carico,
principalmente, della prostata, della vescica e del retto. Vi sono
poi i fattori predisponenti, come il
fumo e l'alcool, che pur non avendo una azione diretta,
facilitano l'insorgenza del disturbo.
I
segnali allarmanti
Naturalmente non è il caso di drammatizzare episodi
sporadici di insuccesso che possono
capitare a chiunque. Una troppo forte attrazione sentimentale,
o al contrario la sua mancanza, un desiderio controllato troppo a
lungo, uno stato di preoccupazione e di ansia possono giocare
brutti scherzi, che poi si risolvono spontaneamente. Sono segni da
prendere in considerazione, invece, un sensibile aumento
dell'intervallo tra stimolo sessuale ed erezione, la necessità di
stimoli sessuali più intensi, erezione poco sostenuta, di breve
durata o addirittura assente; talora è presente anche eiaculazione
precoce. Le modalità
di insorgenza dei deficit erettivi possono essere diverse in
relazione alle cause che ne sono alla base. La soluzione del
problema deve essere ricercata nel consulto di medici qualificati,
diffidando dei rimedi proposti da amici o conoscenti, sicuramente
bene intenzionati, ma spesso male informati. "Pomate
magiche", "beveroni
miracolosi", "cerotti
americani", talvolta persino pubblicizzati in televisione
da sedicenti esperti sessuali, possono
nascondere insidie e pericoli, oltre naturalmente alla
inutilità della spesa.
La diagnostica
Cardine di tutta l'attività di diagnostica dello specialista
uro-andrologo è un accurato esame obiettivo, locale e generale.
Durante la visita
specialistica, inoltre, ci si informa della storia clinica
generale del paziente e della disfunzione erettiva in particolare.
Sono importanti le modalità del momento d'insorgenza, le
condizioni affettive e relazionali del paziente e le
caratteristiche delle erezioni se presenti, ad esempio quelle
notturne. Ulteriori dati saranno raggiunti mediante un attento
esame fisico dell'apparato genitale e valutazione dello stato di
salute generale. Successivamente verranno eseguiti accertamenti
diagnostici estremamente utili per la definizione di eventuali
patologie di base, di cui anche lo stesso paziente può essere
ignaro. Con questi esami preliminari si può in certi casi
formulare una prima ipotesi diagnostica. Generalmente però,
seguono ulteriori indagini, solo raramente di tipo invasivo, in
relazione ai risultati ottenuti: di semplice esecuzione è il test
di farmaco-erezione: lo specialista valuta la risposta
erettiva dopo aver effettuato una micro iniezione con una sostanza
vasodilatatrice, direttamente nei corpi cavernosi. Si può inoltre
studiare e l'integrità delle arterie del pene tramite un'indagine
altamente specifica, l'ecocolordoppler
penieno dinamico, che evidenzia l'aspetto e i diametri e delle
arterie del pene e misura la velocità del flusso del sangue nel
loro interno; inoltre studia la morfologia cioè l'aspetto dei
corpi cavernosi e dei loro rivestimenti. Fra gli esami più
complessi e di pertinenza dello specialista, è importante la
registrazione delle erezioni durante il sonno. Tramite un
apparecchio apposito è possibile valutare qualitativamente e
quantitativamente le erezioni notturne, in genere per tre notti
consecutive. A seconda delle risultato ottenuto, si può avere
un'idea abbastanza precisa sulla natura organica o psicologica del
disturbo. Altri esami, invece, quali la velocità di conduzione
del nervo dorsale del pene, i potenziali evocati, o esami più
invasivi come la cavernosografia e la cavernosometria, che
studiano la capacità dei corpi cavernosi di intrappolare il
sangue al loro interno, sono usati molto raramente e per casi ben
specifici. Nei casi in cui emergono significative problematiche
psicologiche, il paziente deve essere sottoposto all'approfondimento
psico-sessuologico.
La
terapia
Le possibilità terapeutiche oggi a disposizione sono numerose.
Innanzitutto devono essere eliminati i fattori o i comportamenti a
rischio come il fumo, l'alcool, l'alimentazione
incongrua, e si deve cercare di risolvere le situazioni di stress
psichico e fisico.
Come abbiamo detto, la disfunzione erettiva può essere dovuta a
cause psicologiche (ed in questo caso l'opera dello psico-sessuologo
è fondamentale), ma pure a cause organiche. Anche in questa
seconda situazione, peraltro la più frequente, l'assistenza
psico-sessuologica riveste un ruolo molto importante nel
rimuovere l'ansia, nel tranquillizzare il paziente, nell'appianare
eventuali incomprensioni all'interno della coppia.
Vanno
curate tutte le malattie internistiche che possono interferire
negativamente sulla funzione sessuale,
e in particolare il diabete e l'ipertensione; vanno sospesi o
sostituiti i farmaci che possono influire negativamente sulla
sessualità, ma solo quando questo è necessario e possibile,
poiché nonostante gli effetti collaterali "spiacevoli",
essi possono comunque essere indispensabili per la salute del
malato. La terapia medica va dai semplici ricostituenti generici,
a sostanze che faciliterebbero l'erezione quali ad esempio la
Yohimbina, fino a terapie ormonali, queste ultime indicate quando
esiste una provata disfunzione endocrina. Quando i farmaci per
bocca o per via sistemica sono inefficaci o non indicati, ottimi
risultati si possono ottenere effettuando una microiniezione con
un farmaco vaso-attivo, direttamente nei corpi cavernosi.
L'iniezione è semplice e indolore, di facile esecuzione da parte
del paziente stesso, dopo una breve fase di apprendimento sotto la
guida dello specialista. Quest'ultimo deve anche definire la dose
più adatta per il singolo paziente, non esistendo un dosaggio
standard per tutti. Per i più timorosi e i meno abili e sono
disponibili iniettori automatici molto pratici. Poiché comunque
possono insorgere effetti indesiderati, un costante controllo
andrologico è fondamentale per minimizzare i rischi di
complicanze.
La
terapia chirurgica
viene generalmente riservata ai casi che non rispondono alla
terapia medica o rispondono in maniera scarsa, oppure che
presentano lesioni particolari. Così, ad esempio, buoni successi
si ottengono con la rivascolarizzazioni
di arterie interrotte da traumi, mentre più modesti sono
risultati di questi interventi quando le arterie del pene sono
danneggiate dalla arteriosclerosi. Se, invece, la disfunzione
erettile è dovuta all'incapacità di intrappolate il sangue che
ha riempito i corpi cavernosi, si può tentare una legatura delle
vene che drenano il sangue da zone del pene alterate. una
definitiva soluzione è rappresentata dall'inserimento chirurgico
di protesi peniene. Ne
esistono diversi tipi, ma per semplificare, si può dire che tutte
sono essenzialmente costituite da due cilindri, che vengono
inseriti con un piccolo taglio nei corpi cavernosi. L'intervento
chirurgico è piuttosto semplice. L'aspetto cosmetico varia dal
buono all'ottimo, a seconda del tipo di protesi scelta. Le
sensazioni erotiche e l'organico non sono assolutamente
modificati.
.: Le
cause organiche della disfunzione erettile
Fino
all’inizio degli anni ’80 si riteneva che almeno il 90% dei
casi di disfunzione erettile avesse come causa i problemi
psicogeni, ma la concezione attuale ritiene che la
patologia arteriosa rappresenti in fattore chiave in gran
parte dei casi di impotenza, e che l’alterazione
del flusso sanguigno al
pene e dal pene sia la causa più importante. Alcuni studi
hanno indicato che alcuni
fattori di rischio cardiovascolare, compresi il fumo,
l’ipertensione, il diabete mellito e l’iperlipidemia (eccesso
di grassi nel sangue) potrebbero avere un ruolo nel determinare il
rischio di impotenza
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deformità
congenite
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epispadia
(anomala posizione del meato uretrale esterno, situato
sulla faccia dorsale del pene)
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ipospadia
(come sopra, ma con il meato esterno situato in un punto
qualunque della faccia ventrale del pene)
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grifosi
congenita
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micropene
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cause
meccaniche
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obesità
patologica
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morbo
di La Peyronie
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idrocele
bilaterale
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fimosi
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frenulo
legato
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tumore
(carcinoma) del pene
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cause
postchirurgiche
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cistectomia,
uretrectomia
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prostatectomia
radicale
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resezione
addomino-perineale del retto
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resezione
anteriore bassa del retto
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procedure
di pull-through rettale
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resezione
transuretrale della prostata
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sfinterectomia
esterna
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insufficienza
vascolare
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malattia
aorto-iliaca (sindrome di Leriche)
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aterosclerosi
della vena iliaca interna
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aterosclerosi
dei vasi pudendi
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malattia
dei vasi distali
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post-priapismo
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fumo
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anemia
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disfunzione
veno-occlusiva
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frattura
pelvica
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malattie
metaboliche
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diabete
mellito
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emocromatosi
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alcolismo
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anemia
falciforme
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insufficienza
epatica o renale
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sclerodermia
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malattie
tiroidee
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malattie
surrenaliche
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malattie
neurologiche
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atrofia
multisistemica (MSA)
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lesioni
del midllo spinale
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sclerosi
multipla
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tabe
dorsale
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neuropatie
periferiche
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spina
bifida
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sclerosi
laterale amiotrofica
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alterazioni
della funzione ipotalamoipofisaria
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-
congenite:
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deficienza
di LH-FSH (sindrome di Kallmann)
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ipogonadismo
ipogonadotrofico congenito
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panipopituitarismo
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-
acquisite:
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trauma,
malattie infiltrative, tumori dell’ipofisi, ecc.
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ormoni
esogeni
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iperprolattinemia
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alterazioni
primitive gonadiche
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alterazioni
cromosomiche (p. es., sindrome di Klinefelter)
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anorchia
bilateriale
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sostanze
tossiche per le gonadi
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danno
gonadico indotto da farmaci (chemioterapici)
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lesioni
gonadiche (trauma, parotite acuta, torsione)
|
.: I
farmaci associati alla disfunzione erettile
Una
dettagliata anamnesi di tutti i farmaci assunti è importante
nella valutazione del paziente con disfunzione erettile, dato che
molti agenti farmacologici possono essere associati con i disturbi
della potenza. Spesso è difficile decidere se sia lo
stesso farmaco o la condizione per cui viene
somministrato - per esempio l’ipertensione - che causi
tale sintomo. Gli agenti anti-ipertensivi
sono
spesso citati come la più requente causa farmacologica di
disfunzione erettile
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tranquillanti
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fenotiazine
(flufenazina, clorpromazina, promazina, mesoridazina…)
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butirrofenoni
(aloperidolo…)
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tioxantine
(tiotixene, clorprotixene…)
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antidepressivi
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triciclici
(nortriptilina, amitriptilina, desipramina, doxepina…)
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inibitori
delle monoamino ossidasi (MAO) (isocarossazide,
fenelezina, tranilcipromina, pargilene, procarbazina…)
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litio
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ansiolitici
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benzodiazepine
(clordiazepossido, diazepam, clorazepato…)
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anticolinergici
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atropina
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propantelina
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benzotropina
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dimenidrinato
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difenidramina
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cardiaci
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digossina
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farmaci
ipolipemizzanti
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antipertensivi
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diuretici
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vasodilatatori
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simpaticomimetici
centrali (metildopa, clonidina, reserpina…)
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bloccanti
gangliari (guanetidina, betanidina…)
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betabloccanti
(propanololo, metoprololo, atenololo…)
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calcio
antagonisti
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ACE
inibitori
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droghe
voluttuarie
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alcool
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marijuana
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anfetamine
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barbiturici
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nicotina
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oppioidi
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antiandrogeni
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ciproterone
acetato
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flutamide
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casodex
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analoghi
dell’LHRH
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estrogeni
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inibitori
della 5-α-reduttasi
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farmaci
vari
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cimetidina
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clofibrato
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metoclopramide
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baclofene
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indometacina
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…
e molti altri
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