Addioimpotenza.it, sito sulla disfunzione erettile del prof. Alessandro G. Littara









Home / Articoli / La disfunzione erettile / Défaillance? Come gestire un problema erettile  

“E’ la prima volta, non capisco cosa mi succede…”. I problemi erettili vengono quasi sempre vissuti molto male dagli uomini, che li considerano veri e propri attentati alla loro virilità. L’uomo tende a chiudersi in se stesso, diventando perfino aggressivo. Ma a conti fatti, come reagiscono le donne nel caso di specie?

Nonostante riguardino milioni di persone e provochino una forte sofferenza psicologica, i disturbi dell’erezione stentano a uscire dall’ambito intimo della camera da letto. Per l’uomo, è l’apocalisse. Nelle società contemporanee lo stereotipo maschile è efficace e performante, e i problemi fanno riemergere di colpo la paura di non essere un uomo. Feriti, alcuni reagiscono accanendosi e sforzandosi a qualsiasi costo di arrivare in fondo mentre altri si chiudono, incapaci di esprimere emozioni e sentimenti - comportamenti che tendono in realtà ad aggravare la situazione. Per superare la crisi bisogna parlarne! In situazioni di questo tipo, gli uomini non sono molto coraggiosi o molto fantasiosi: meno di un terzo inciterebbe la partner a proseguire il rapporto in un altro modo, anche se per le donne carezze e tenerezza sono elementi altrettanto importanti della penetrazione. Le statistiche confermano che le donne, nella maggior parte dei casi, banalizzano l’evento. Per due terzi di loro, “non è niente” o “passerà”, e in genere adottano un’attitudine confortante e positiva:

  • il 92% rassicura il compagno

  • il 78% si sforza di stimolarlo

  • il 60% lo incita a proseguire in un altro modo

Meno di un terzo si sente toccata personalmente dalla perdita dell’erezione. Più spesso, è il comportamento maschile
a turbarle:

  • il 44% è destabilizzato dall’evento

  • il 14% vorrebbe parlarne e soffre per l’assenza di comunicazione, oppure non capisce perché il rapporto non potrebbe proseguire secondo un’altra modalità

  • il 6% non capisce perché l’uomo è incapace di essere affettuoso

Insomma, a condizionare la reazione delle donne sarebbe soprattutto l’atteggiamento maschile.

Rocco Siffredi e altri miti
Come uscire dall’assenza di dialogo? Anche se il primo passo non è mai facile, solo ristabilendo una vera comunicazione si potranno superare le difficoltà. Una volta che i partner sono sulla stessa lunghezza d’onda le soluzioni arrivano da sole - con un po’ di immaginazione e di buona volontà, ben altri mezzi possono compensare questo tipo di problema. Tuttavia, il ripetersi del problema può diventare critico, spingendo molti uomini a mettere la vita sessuale tra parentesi. Si tenderà a diventare aggressivi, oppure a ostentare indifferenza, la maggior parte si convincerà a farsi visitare solo su insistenza della compagna. Solo a partire dalla quinta défaillance le donne giudicano grave il problema e incitano il partner a rivolgersi al medico, tuttavia non nella maggioranza dei casi: il 58% delle donne pensa infatti che il problema sia troppo intimo per parlarne con altri, e tre uomini su quattro non hanno mai parlato a nessuno della propria disfunzione erettile.

Dopo la scoperta degli induttori di erezione, l’opzione farmacologica sembra essere la soluzione ideale e più rapida, ma non secondo le donne. Quasi una su quattro si è già confrontata con problemi erettili, e non sempre sa come comportarsi. Vissuta dall’uomo come una svalorizzazione terribile, la défaillance risulta tanto più problematica in quanto a differenza delle donne gli uomini costruiscono la propria identità virile intorno al fallo – una visione ristretta che fa di un eventuale incidente un evento sproporzionato. Per il 40% degli uomini, ciò che li ferisce di più in questo caso è l’impossibilità di soddisfare la compagna, e non solo per amorevole altruismo. Secondo alcuni psicologi, questa reazione può anche essere analizzata come un soprassalto di narcisismo: procurando piacere alla partner, l’immagine virile che si ha di se stessi viene valorizzata. Cosa raccomandare alle donne? Prima di tutto, la défaillance non è sinonimo di mancanza di desiderio, anzi spesso è vero il contrario – troppa emozione compromette l’erezione. Inutile quindi sentirsi in colpa o ferite nella femminilità. Quale ne sia la vera ragione, la preoccupazione di procurare piacere sottolinea l’importanza dell’altra nella relazione sessuale. Per tre uomini su quattro, in caso di problemi l’interlocutore privilegiato resta la partner, tanto più che un problema erettile può essere la punta dell’iceberg di altri problemi di coppia. Le tensioni possono improvvisamente emergere sotto le coperte… ma attenzione a non assumere un atteggiamento angelico: il 13% degli uomini ha tentato di “rassicurarsi” iniziando una relazione con un’altra donna.

Insomma, le donne di cui tanto si parla, cosa pensano davvero? Per la maggioranza di loro la défaillance occasionale non è un problema, solo l’11% ha un’attitudine negativa. E’ una percentuale non trascurabile, perché il comportamento femminile in questi casi favorisce l’installarsi del problema. In particolare gli uomini più giovani sarebbero molto sensibili alla reciprocità nella relazione, per loro la crescita sessuale si gioca in due. Il ruolo della donna emancipata è una lama a doppio taglio. Più consce dei propri desideri e più attive nella relazione, le donne contemporanee generano meno frustrazioni, ma talvolta hanno l’esigenza di una sessualità ideale e quasi inaccessibile che può renderle castranti. Oggi l’uomo soffre di una certa apprensione riguardo al giudizio della partner: più di metà degli uomini dell’indagine Pfizer ritiene le donne sempre più esigenti in amore e dichiara di sentirsi sempre più intimidito, fenomeno ancora più pronunciato in caso di problemi.

dati statistici Pfizer

.: Donne e défaillance: come comportarsi?

Qual è il comportamento più indicato? Prima di tutto, evitare l’angoscia senza minimizzare il problema, che ovviamente è molto importante agli occhi dell’uomo. E’ essenziale stabilire un dialogo che non sia né troppo compassionevole né troppo colpevolizzante. Il rischio è infatti di trasformare un evento eccezionale in un fattore di angoscia che dà il via a un circolo vizioso: paura del fallimento - erezione insufficiente. Anche accanirsi è controproducente. La vostra fantasia e qualche carezza o massaggio potrebbero risvegliare zone erogene trascurate e aiutarvi a scoprire insieme nuovi piaceri sessuali, anche senza la penetrazione.

  • sdrammatizzate. Spesso il problema è legato all’ansia, ed è quindi dall’ansia che è meglio cominciare. Non minimizzate il fatto e non ostentate un distacco che potrebbe essere interpretato come indifferenza, aiutate il partner a relativizzare quanto è successo, rassicurandolo e alimentando il dialogo

  • condividete. La défaillance, sporadica o ripetuta, è un problema di coppia. A partire da una certa età la situazione sessuale da sola non è più sufficiente a garantire un’erezione soddisfacente, indipendentemente dal desiderio e dall’eccitazione della coppia. L’erezione va incoraggiata, per esempio con stimoli tattili sui genitali. Nelle coppie in cui la donna è poco attiva, l’atto sessuale ha inizio solo quando è già presente l’erezione; non trascurate i preliminari - che aiutano l’uomo a ottenere la sua erezione - ma senza dimenticare che il rapporto non si esaurisce nella penetrazione, e che tutto il corpo può essere oggetto di stimolazione sessuale

  • no all’accanimento. Non insistete per ottenere l’erezione a ogni costo, ma non lasciate perdere all’improvviso. Non mettetelo “sotto pressione” per ridargli a tutti i costi l’erezione moltiplicando gli assalti erotici

Un incidente di percorso può essere l’occasione ideale per iniziare l’uomo a scoprire nuove zone erogene, diverse dai genitali. Concentrandosi sulle nuove sensazioni, uomo e donna potranno provare ugualmente piacere. E’ tecnicamente possibile ottenere un’eiaculazione anche con il pene non eretto. L’armonia del corpo consente all’uomo di rilassarsi, e di riguadagnare fiducia nel suo potere di seduzione e nella continuità del desiderio della sua compagna.

Quando è giusto preoccuparsi: non esiste una soglia predefinita, ma siate vigili. E’ bene preoccuparsi quando il fenomeno diventa sistematico. La donna può suggerire al partner di farsi visitare da uno specialista, offrendosi eventualmente di accompagnarlo. Più il problema è recente, più è facile curarlo e mettere fine al ciclo ansia-fallimento

Consigli per lui
Qualsiasi piccolo calo di forma può ripercuotersi a letto, a qualsiasi età. La fatica fisica che si accumula, l’emotività alle stelle con una nuova partner, l’ansia da prestazione, le preoccupazioni professionali o personali, lo stress, un pasto troppo abbondante e ben innaffiato… sono tutte possibili ragioni per le quali il corpo, all’ultimo momento, può tradirvi e lasciarvi “a piedi”. Fortunatamente non siete macchine, e queste cose succedono a tutti. Non focalizzatevi sull’erezione mancata, ma ritornate alla casella “preliminari”. Questa piccola interruzione può essere sufficiente a far ripartire l’eccitazione e a restituirvi tutto il vostro vigore. Se riuscire a distendervi riguardo all’accaduto, chiedete alla vostra partner di collaborare. Con l’avanzare degli anni l’uomo ha bisogno di una stimolazione sessuale più intensa, mentre certe coppie si accarezzano molto poco o troppo poco, aumentando il rischio di avere dei problemi.

Malgrado tutte le cure prodigate non c’è miglioramento? Per stasera, lasciate perdere la penetrazione: tesi e snervati, le vostre probabilità di riprendervi sono ora prossime allo zero. Da domani mattina tutto sarà diverso, e potrete dimostrare di cosa siete capaci… Non drammatizzate la situazione e non temete che sia l’inizio della fine. E’ vero il contrario: più sarete ansiosi al riguardo, più sarete stressati la prossima volta, con tutte le conseguenze del caso. Non pensateci più, e domani, ripartite da zero.

dati statistici Pfizer

pagina aggiornata a martedì 11 marzo 2014
.: falloplastica
.: eiaculazione precoce
.: circoncisione
.: impotenza
.: infertilità
Vai alla sezione speciale: Impotenza, istruzioni per l'uso.
Segui le news di Andrologia
Linea diretta con il prof. Alessandro Littara
note legali | condizioni di utilizzo del sito | area riservata | mappa del sito | rassegna stampa
© 2003-2018 addioimpotenza.it, tutti i diritti riservati | P.IVA: 01658220460 | sito aggiornato al 28/12/2017 | torna su | facebook activity

disclaimer: le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire, la relazione
tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di riferimento