giovedì 29 luglio 2010

 
 
a cura del dr. Alessandro G. Littara

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Il trattamento della disfunzione erettile: soluzioni a confronto

trazodone

è un antidepressivo con l’effetto collaterale di prolungare l’erezione in 1 soggetto su 10-20.000 circa. E’ stato impiegato nel trattamento della disfunzione erettile senza prove effettive della sua efficacia e il suo meccanismo non è chiaro anche se si ritiene che eserciti il suo effetto primario stimolando i recettori cerebrali della serotonina. In molti ospedali americani il suo uso è proibito. Come la yohimbina, anche il trazodone ha un valore quasi esclusivamente storico

fentolamina

la fentolamina somministrata per via orale blocca l’azione dell’adrenalina, il principale inibitore dell’erezione, provocando l’erezione in uomini affetti da DE lieve. Nota col nome commerciale di Vasomax, nelle prove è risultata fornire risultati migliori dei placebo ma non è mai stata approvata dalla FDA e non è noto se sarà mai immessa sul mercato. Potrebbe eesere utile nei casi di “ansia da prestazione”, nei quali la liberazione di adrenalina ha un ruolo preponderante

yohimbina

agisce sui recettori cerebrali che stimolano l’area coinvolta nella funzione sessuale. Impiegata per molti anni, non esiste prova che la sua efficacia sia migliore del placebo. Il suo uso come terapia della disfunzione erettile è minimo anche perché provoca gravi effetti collaterali, tra i quali palpitazioni e aumento della pressione arteriosa, specialmente nei cardiopatici

apomorfina

l’apomorfina viene impiegata a scopi terapeutici da più di un secolo soprattutto per il trattamento del Parkinson, e per questa indicazione è approvata in numerosi paesi. Somministrata per via orale o intramuscolare con dosi fino a 30 mg, è uno stimolatore dei recettori della dopamina nell’ipotalamo. Nel 1996 l’apomorfina è stata registrata dalla TAP Pharmaceuticals per il trattamento della disfunzione erettile, e la formula è stata rivista per l’uso sublinguale. Nota con il nome di commerciale di Uprima, l’apomorfina è disponibile in Europa e in Asia in dosi da 2 e 3 mg. Gli studi indicano una certa efficacia nel trattamento delle disfunzioni erettili lievi e nei soggetti affetti da DE da meno di due anni. L’apomorfina agisce rapidamente e l’erezione può comparire anche 5 minuti dopo la somministrazione, mentre il 70% dei soggetti degli studi raggiunge l’erezione in 20 minuti circa. Nella somministrazione sublinguale il farmaco si dissolve in circa 10 minuti. Tra gli effetti collaterali i più comuni (al dosaggio di 3 mg) vi sono la nausea e il mal di testa

alprostadil

la somministrazione intrauretrale di alprostadil (noto con il nome commerciale di MUSE) induce un’erezione sufficiente per un rapporto sessuale nel 30-40% degli uomini. Tra gli effetti collaterali noti c’è il dolore locale, anche se solo nel 3-5% dei casi. Il MUSE è stato introdotto come terapia della disfunzione erettile nel 1997, dopo studi che hanno dimostrato la sua relativamente scarsa efficacia ma anche la sua ridotta pericolosità. L’incidenza dei casi di priapismo (erezione prolungata) è irrilevante, e in uno studio condotto su 1.373 soggetti con somministrazione non ospedaliera nessuno ha riportato casi di priapismo. La somministrazione intrauretrale, per quanto meno critica di quella intracavernosa, è comunque abbastanza complessa e richiede un minimo di formazione e di competenza. Le dosi variano in genere tra 500 e 1000 mg. L’azione è relativamente rapida, ma in genere la perdita di erezione avviene in 1 ora. Il trattamento con alprostadil in associazione con uno strumento costrittivo (Actis) posto alla base del pene e volto ad aumentare la concentrazione intracavernosa e diminuire l’assorbimento sistemico, è attualmente in fase di studio. Il trattamento con alprodstadil è indicato per i pazienti trattati con nitrati e che non sono disponibili alla terapia con iniezione peniena

iniezioni peniene

per questo tipo di uso i componenti più frequenti sono la papaverina, la fentolamina e l’alprostadil, che da soli o combinati sembrano produrre buoni risultati. L’uso di componenti combinati è preferibile all’applicazione del singolo agente per minimizzare gli effetti collaterali e potenziare l’efficacia - per esempio l’uso combinato di papaverina, fentolamina e alprostadil si è dimostrato più efficace dell’alprostadil ad alto dosaggio, e provoca una minore incidenza di erezioni dolorose. Tra gli svantaggi troviamo il tipo di somministrazione, che richiede una certa perizia, la fibrosi del pene e un’incidenza maggiore di casi di priapismo

creme e gel

alcune società farmaceutiche stanno sviluppando terapie per la DE in forma di gel da applicare al pene per provocare l’erezione. Gli effetti collaterali sono minimi e la somministrazione non è problematica come quella per iniezione, tuttavia gli studi iniziali non sono ancora riusciti a dimostrare l’efficacia di questo trattamento nella cura della popolazione generale affetta da disfunzione erettile

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