mercoledì 10 marzo 2010

 
 
a cura del dr. Alessandro G. Littara

chi siamo

dove siamo

 

Affari di cuore: l’ipertensione

Circa un settimo degli ipertesi soffre di disturbi dell’erezione sia a causa dell’ipertensione stessa, sia a causa dei farmaci prescritti per curarla. Questo tipo di problema conduce spesso i pazienti ad abbandonare la cura. L’unica soluzione: vincere le reticenze e parlarne al medico.

Per i cardiopatici gli affari di cuore non sono sempre facili: da un lato, i problemi sessuali sono più frequenti rispetto agli altri uomini, dall’altro, la paura dell’infarto fa temere il peggio. Come distinguere tra immaginazione e realtà? L’ipertensione arteriosa è definita dalla pressione arteriosa sistolica al di sopra di 14 (140 mm di mercurio) o dalla pressione arteriosa diastolica superiore a 9 (90 mm di mercurio) [valori stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità]. Secondo gli ultimi dati epidemiologici, nel nostro paese quasi 10 milioni di persone soffrono di ipertensione, quasi 7 sono in cura. Tra questa importante popolazione, gli uomini possono soffrire di disturbi dell’erezione sia a causa dell’ipertensione, sia/oppure a causa del trattamento farmacologico che assumono per curarla. Malgrado questi effetti secondari, pochi pazienti riusciranno a vincere la loro reticenza e a parlarne al proprio medico; tuttavia, una volta superato lo scoglio psicologico che consiste nell’esporre il problema, è possibile, più o meno facilmente, apportare soluzioni vincenti alla disfunzione erettile. In alcuni casi è sufficiente modificare il trattamento farmacologico, in altri bisognerà prescrivere al paziente un trattamento specifico dei disturbi dell’erezione che non ponga però alcun problema di interazione con il trattamento anti-ipertensivo. L’unica controindicazione assoluta è costituita dall’interazione dei farmaci a base di nitrati e del sildenafil (Viagra®).

L’attività sessuale è solo una delle numerose sollecitazioni alla quali è sottoposto il cuore. Lo  “sforzo sessuale” è pericoloso per il muscolo cardiaco, o non lo è, allo stesso modo di alcuni esercizi fisici regolari, o addirittura può svolgere un ruolo cardioprotettivo? I lavori di Stein (American Journal of  Cardiology) hanno permesso di valutare la sollecitazione sia in termini di aumento della tensione, sia del ritmo cardiaco durante il rapporto sessuale. Nelle persone giovani e in buona salute, questi indici salgono notevolmente; nei soggetti coronaropatici, i due indici si abbassano. In confronto a un’attività fisica e a una risposta emotiva intensa, il coito comporta un basso rischio di infarto del miocardio.

Il professor Ebrahim, docente gallese, ha condotto uno studio su 2400 uomini residenti a Caerphilly. Obiettivo dello studio è dimostrare la relazione esistente tra la pratica regolare di un esercizio fisico e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ebrahim e la sua équipe hanno sottoposto a un questionario i partecipanti che non soffrivano di cuore all’inizio dello studio. Il questionario comprendeva anche domande riguardanti la frequenza settimanale dei loro rapporti sessuali. Risultato: gli uomini che hanno almeno tre organismi alla settimana per 10 anni sono anche quelli che hanno un rischio due volte inferiore di avere una crisi cardiaca o cerebrale.

Un vasto studio (JAMA) realizzato su 858 pazienti ospedalizzati ha consentito di valutare il rischio di morte improvvisa direttamente collegata a un’attività sessuale, e i risultati sono rassicuranti: solo lo 0.9% dei casi. Un più recente studio svedese (Heart) ha invece rivalutato questo rischio: l’1.3% degli infarti avviene dopo un rapporto sessuale, ma il rischio di attacco cardiaco raddoppia nell’ora successiva al rapporto, e quadruplica (4.4) nei pazienti sedentari. I cardiologi raccomandano ai pazienti di praticare un’attività fisica regolare e moderata come il camminare, proprio per abituare il cuore allo sforzo. L’attività sessuale, lo ripetiamo, rappresenta uno sforzo fisico di intensità moderata, salvo i casi in cui raggiungere il settimo cielo comporta prestazioni acrobatiche… Oggi sappiamo che l’esercizio fisico regolare è un fattore di protezione dalle malattie cardiovascolari, ma l’attività sessuale può veramente essere considerata uno sport come un altro? Alcuni studi sembrano suggerirlo. Insomma, i pazienti ipertesi non devono tacere i loro problemi erettili: il medico può valutare i disturbi, eventualmente modificare la cura o il dosaggio, ma attenzione: non tutti  problemi erettili dell’iperteso sono imputabili alla malattia cardiaca…

home page

aggiungi a bookmark

 
   

note legali | condizioni di utilizzo del sito | © addioimpotenza.it 2003-2010  | P.I.: 01658220460 | aggiornamento: 17/01/2008